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Le sale del

Palazzo Reale

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Sala dei Viceré

La Sala prende il nome dai 21 ritratti affissi alle pareti, appartenuti a viceré, luogotenenti e presidenti del regno Borbone di Sicilia. Personaggi di spicco, tra quelli raffigurati, furono Domenico Caracciolo di Villamaina, che abolì il tribunale dell’inquisizione nel 1782 e Francesco D’Aquino principe di Caramanico durante il cui mandato nel 1790 venne istituito l’osservatorio astronomico sulla Torre Pisana del Palazzo Reale.

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Sala Cinese

Questo luogo, dipinto dai fratelli Salvatore e Giovanni Patricolo, evoca la moda imperante presso quasi tutte le corti europee tra il XVIII e il XIX secolo, che si riconducevano ad argomenti orientaleggianti in grado di mostrare tematiche già presenti nella Casina alla Cinese, sita all’interno del Parco della Favorita. Nella Sala vengono ritratti uomini e donne abbigliati alla “cinese”, con un attento gusto verso il mondo orientale; sullo sfondo azzurro è possibile scorgere alcuni paesaggi montani.

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Sala Pompeiana

L’ambiente è parte della cosidetta Galleria Pompeiana voluta da Leopoldo di Borbone, luogotenente di Sicilia dal 1830 al 1835. La Sala, dallo sfondo verde tendente all’azzurro,  venne decorata intorno al 1830 da Giuseppe Patania, secondo i gusti dello stile neoclassico, con rappresentazioni mitologiche, prendendo spunto dalle scoperte archeologiche di Ercolano e Pompei, tra le quali, al centro della volta, Eros e Afrodite su un carro.

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La sala dei venti

È uno dei più suggestivi luoghi del Palazzo Reale. Ubicata in una torre medievale del nucleo arabo-normanno, detta Joharia ed antistante la Sala di Ruggero, è oggi coperta da un soffitto ligneo settecentesco al cui centro spicca la rosa dei venti.

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La Sala d’Ercole

La Sala d’Ercole è il luogo nel quale si riuniscono, dal 1947, i deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana. Prende il nome dalle pitture raffiguranti il ciclo dedicato all’eroe mitologico greco, completate all’inizio del XIX secolo dall’artista Giuseppe Velasco (detto il Velasquez). Il Parlamento regionale (ARS) esercita il potere legislativo previsto dallo Statuto autonomo siciliano e rappresenta il primo Parlamento italiano e uno dei più antichi d’Europa.

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Sala di Re Ruggero

Prende il nome da Ruggero II. Le stupende decorazioni musive si devono al figlio Guglielmo I. I mosaici, di matrice profana, rappresentano un unicum raffigurando elementi fitomorfi, zoomorfi ed antropomorfi (scene di caccia ed emblemi allegorici del potere normanno). Tutto lascia ipotizzare la presenza di tematiche care ai sovrani normanni e a una narrazione simbolica del Genoardo, giardino-paradiso di tradizione islamica.

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