STORIA, CULTURA, ARTE
Con una donazione avvenuta negli anni immediatamente seguenti al secondo dopoguerra, la Congregazione Benedettina Silvestrina ricevette un terreno di cinque ettari nel paese di Bassano Romano, sulla cima di una collinetta dove sorgeva una chiesa abbandonata (con la cupola sfondata, sotto la quale era cresciuta una pianta di fico) e due casupole diroccate, una delle quali senza tetto, usate per ricovero di uomini e animali. L’interno della chiesa era stato invaso da una foresta di rovi e piante selvatiche che ne impedivano l’accesso. Il tutto, collinetta e fabbricati, era in uno stato di tale abbandono che i paesani evitavano accuratamente di avvicinarsi a quel luogo e avevano cominciato a chiamarlo “il serparo”. Non poteva esserci, apparentemente, inizio più deludente. Ma non bisogna dimenticare che il motto dell’Ordine è ed è sempre stato “ora et labora”, così i Monaci si tirarono su le maniche, sorretti soltanto dal lavoro e dalla preghiera e guidati dalle tre direttrici che sono da sempre ben presenti nell’operato dei Silvestrini Benedettini: Storia, Cultura, Arte.
La chiesa, intitolata a San Vincenzo Martire, poi rinominata dai Monaci Silvestrini Santuario del Volto Santo, fu fatta costruire nel Seicento dal marchese Vincenzo Giustiniani affinché diventasse il mausoleo della famiglia (si dice che il Vignola abbia partecipato alla sua progettazione). È composta da una splendida facciata completata da due torri campanarie che ospitano ognuna quattro campane. Il marchese commissionò anche i lavori di rifacimento del preesistente Palazzo degli Anguillara di Bassano Romano, che divenne Palazzo Giustiniani. Fin dalla realizzazione della chiesa-mausoleo, come si legge nel testamento del Giustiniani, venne istituito un fondo affinché i “preti” che dovevano accudirla e provvedere a tutte le celebrazioni si impegnassero ad insegnare gratuitamente ai giovani volenterosi del territorio a “leggere e far di conto”. Secoli dopo, i Monaci Silvestrini concepiscono fin dall’inizio l’idea di creare lì uno studentato. Oggi il Monastero di San Vincenzo accoglie tra le sue mura circa mille studenti di quattro istituti superiori (oltre ai professori e al personale ATA) che ogni giorno lo trasformano in una piccola città pulsante di vita, proiettata verso il futuro.
Quando i Monaci cominciarono i lavori di riparazione della chiesa emerse dalla foresta di rovi da cui era avvolta e dalla “notte dei tempi” una statua di marmo di un Cristo nudo posta su un’edicola sopra l’altare maggiore. Che dire di questo meraviglioso gioiello! Della statua si era persa ogni memoria e i rovi l’avevano nascosta alla vista per secoli. All’inizio la sua nudità fu vissuta con un certo imbarazzo dai Monaci, che la coprirono con un perizoma. In seguito dagli archivi di Palazzo Giustiniani a Roma emersero documenti – tra cui l’inventario della collezione d’arte di Vincenzo Giustiniani – che fecero ipotizzare l’attribuzione a Michelangelo, la quale divenne certezza all’inizio degli anni 2000, quando un intervento di pulitura rivelò una venatura nera sul volto della statua, corrispondente a quella descritta da Ulisse Aldrovandi nel 1556: si trattava del Cristo risorto portacroce scolpito da Michelangelo tra il 1514 e il 1516, prima di quello che si trova ancora oggi nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma.
Una statua con un’incredibile, splendida storia, un’opera che all’epoca della sua realizzazione fu ritenuta dal suo stesso autore inaccettabile per il “pelo nero” emerso durante il lavoro sul volto del Cristo e quindi da lui stesso rifiutata; fu acquistata quasi un secolo dopo da Vincenzo Giustiniani che ne affidò la finitura (probabilmente) al Bernini. Oggi il Cristo, avente come sede stabile la Cappella del Cristo Portacroce del Santuario del Volto Santo, è un’opera “viaggiatrice” testimone di bellezza e in tutto il mondo sono innumerevoli i paesi che l’hanno richiesta, tra cui Germania, Regno Unito, Messico, Giappone. Altri ce ne sono stati e, forse, altri ce ne saranno…
Duverly Berckus Goma
Priore Conventuale del Monastero San Vincenzo, Bassano Romano – Ottobre 2025
