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Impressionisti a Palazzo Reale

Dopo l’affascinante racconto fotografico, con i più importanti eventi degli ultimi cento anni della nostra storia, narratoci dalla mostra di Elliott Erwitt, la Fondazione Federico II realizza un percorso attraverso la cultura impressionista, rendendo sempre più internazionale il Palazzo Reale di Palermo come importante centro di riferimento per la cultura. La mostra sarà visitabile all’interno delle Sale Duca di Montalto dal 12 febbraio del 2026 costituendo un importante viaggio nella cultura pittorica che alla fine del XIX secolo fu l’incipit di diversi movimenti artistici.

Limpressionismo non fu un movimento omogeneo, ma coloro che ne fecero parte dipingevano prevalentemente all’aria aperta, en plein air, e utilizzavano contrasti di luci e ombre, colori forti e intensi che immortalavano sulla tela, trasmettendo le sensazioni del pittore al cospetto della natura.Il gruppo si formò a Parigi durante la seconda metà dell’Ottocento con importanti esponenti qualiPaul Cézanne, Edgar Degas, Claude Monet, Berthe Morisot, Camille Pissarro, Auguste Renoir e Alfred Sisley. Il termine “impressionismo nacque conseguentemente ad un articolo del critico d’arte Louis Leroy su un quadro di Monet, Impressione, levar del sole; questi stroncò l’opera, la definì incompiuta, esclusivamente capace di trasmettere un’impressione. Il movimento in seguito si diffuse in tutto il mondo, influenzando lo sviluppo dellarte moderna.

Guardando alle importanti opere del vedutismo siciliano facenti parte delle collezioni del Palazzo Reale di Palermo, è facile cogliere come limpressionismo e soprattutto le suggestioni provenienti dalla Normandia potessero integrarsi con la nostra storia. Come gli impressionisti francesi, i vedutisti siciliani si ispirarono alla natura e alla vita quotidiana, rappresentando scene di genere e vedute della città, e si concentrarono sulla rappresentazione della luce e del colore, catturando la bellezza e le atmosfere della Sicilia, con attenzione ai dettagli, evocando emozioni attraverso i paesaggi ed evidenziando sotto altri aspetti la storia della Sicilia come centro del potere normanno nel Medioevo. Michele Catti e Francesco Lojacono in particolare ebbero un legame importante con limpressionismo.

La Fondazione Federico II si lancia in una nuova avventura culturale che racconterà, secondo canoni classici e innovativi, la storia di uno tra i più importanti movimenti artistici della storia dell’arte, compiendo un ulteriore passo nel rendere la sede del Parlamento Siciliano anche una laboriosa e sperimentale fucina di cultura internazionale.

On. Gaetano Galvagno

Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana e della Fondazione Federico II

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