Skip to main content

Impressionismo e vedutismo

Sebbene non si possa raccontare l’impressionismo come un movimento unitario, sono evidentialcuni elementi di continuità stilistica: in primo luogo, gli impressionisti dipingevano prevalentemente en plein air; nel 1859 erano infatti stati introdotti sul mercato i colori industriali in tubo che, insieme al cavalletto, resero la pratica pittorica indipendente dagli atelier. Altre caratteristiche comuni erano i contrasti tra luci e ombre e i colori intensi, vividi, che avrebbero direttamente raccontato sulla tela, in modo emozionale, le sensazioni dei pittori dinanzi alla natura, vera grande protagonista delle opere.

Il gruppo, formatosi a Parigi intorno agli anni Sessanta dell’Ottocento, dopo aver provocato scandali e suscitato perplessità nel grande pubblico e nella maggioranza dei critici, portò i giovani artisti a unirsi per organizzare alcune mostre indipendenti. Questa idea si concretizzò per la prima volta nel 1874 a Parigi, quando fu allestita una mostra presso lo studio del fotografo Nadar. In quella circostanza furono riunite le opere di trenta artisti, tra cui Paul Cézanne, Edgar Degas, Claude Monet, Berthe Morisot, Camille Pissarro, Auguste Renoir e Alfred Sisley.

Il termine “impressionismo nacque invece in seguito a un articolo del critico d’arte Louis Leroy a proposito del quadro di Monet Impressione, levar del sole. Il critico stroncò l’opera, giudicandone negativamente la composizione che a parere suo era quella di un dipinto non compiuto, capace soltanto di trasmettere un’impressione. Per tale ragione Monet e i suoi colleghi scelseropolemicamente, per definirsi, l’appellativo di “impressionisti”. Questi ricevettero inizialmenteviolente critiche da parte della stampa e del pubblico, ma successivamente ebbero l’appoggio di collezionisti quali Gustave Caillebotte, con il cui sostegno furono organizzate le prime mostre.

A partire dal 1880 la ricezione della pittura impressionista iniziò a cambiare grazie al sostegno del nuovo governo di Léon Gambetta e di critici come Émile Zola. Le opere impressioniste ebbero accesso ai musei e al mercato dell’arte. Dal 1886, grazie alla pittrice Mary Cassatt, esse fecero il loro ingresso negli Stati Uniti dove ottennero un grande successo, consacrando Monet e portando alla nascita di scuole impressioniste fuori dalla Francia. Gli anni Novanta videro la morte di Morisot, Caillebotte, Sisley e la dispersione del gruppo, mentre si sviluppavano nuove avanguardie a cui aderirono tra gli altri Cézanne e Pissarro.

Come per gli impressionisti francesi, la pittura dei vedutisti siciliani del XIX secolo era caratterizzata da un uso vivace del colore e da una attenzione particolare alla luce, che sembrava vibrare sulle tele, catturando la bellezza e le atmosfere tipiche della Sicilia. Entrambi i movimenti artistici si caratterizzarono per la loro attenzione al dettaglio e la capacità di evocare emozioni attraverso larte e si ispirarono alla natura e alla vita quotidiana, rappresentando paesaggi, scene di genere, vedute della città. La luce, che si riflette sulle acque della Senna o sulle coste siciliane, diventa la protagonista indiscussa delle loro opere. La similitudine tra gli impressionisti e i vedutisti siciliani non si limita solo alla tecnica e allo stile, ma riguarda anche la loro capacità di innovare e di rompere con le tradizioni artistiche del passato, creando un nuovo modo di vedere e di rappresentare la realtà.

Gli artisti siciliani Francesco Lojacono e il suo allievo Michele Catti ebbero un legame importante con limpressionismo, di cui scoprirono le opere viaggiando in Europa, integrandole nella loro sensibilità artistica pur sviluppando uno stile personale, nel caso di Catti influenzato anche dai Macchiaioli, e mantenendo una sensibilità tutta siciliana, profondamente legata alla tradizione locale.

A loro volta diversi pittori influenzati dall’impressionismo hanno trovato ispirazione nella luce e neicolori della Sicilia, creando opere che riflettono la loro ammirazione per la bellezza dellisola, non dimenticando il prestigio rivestito dalla Sicilia per letterati, filosofi e artisti impegnati nel cosiddetto Grand Tour. Il rapporto tra gli impressionisti e i vedutisti siciliani è un esempio di come larte possa viaggiare e influenzare culture diverse, creando qualcosa di unico e originale.

Un legame che continua

Oggi questa mostra rappresenta unoccasione unica per riflettere sul legame tra limpressionismo e il vedutismo siciliano e per celebrare la creatività e la passione degli artisti che all’interno delle Sale Duca di Montalto, insieme ai vedutisti nelle altre sale del Palazzo Reale di Palermo, ci raccontano il prosieguo di una storia iniziata nel 1130 con Ruggero II d’Altavilla, primo re normanno di Sicilia, e il miracolo culturale che ne seguì.

Giovan Battista Scaduto

FONDAZIONE FEDERICO II
Partita IVA: IT04651480826
Codice fiscale: 97133160826
Comune: PALERMO

Contatti

Indirizzo

Uffici e Direzione:
Piazza della Vittoria, 23

90134 Palermo

T: +39 0917055611

E: fondazione@federicosecondo.org

Seguici su