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Mirabilia Maris. Tesori dai mari di Sicilia

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È stata presentata a Palazzo Reale la mostra “Mirabilia Maris, tesori dai mari di Sicilia” dedicata alle testimonianze storico – archeologiche subacquee. Dalla preistoria alle epoche più recenti.

Immersi nella storia, vista con gli occhi del navigante, che ha lasciato negli abissi le testimonianze del suo passaggio. I mari che circondano la Sicilia, da Panarea a Mazara, da Lipari alle Egadi, da Marzamemi a Sciacca e Avola, hanno restituito una quantità di oggetti di grande prestigio che contribuiscono a fornire dettagli sul ruolo dell’Isola nel Mediterraneo. È “Mirabilia Maris, tesori dai mari di Sicilia”, la mostra presentata questa mattina a Palazzo Reale di Palermo dal presidente dell’Ars e della Fondazione Federico II, Giovanni Ardizzone, dall’Assessore Regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana, Carlo Vermiglio, dal Direttore Generale della Fondazione Federico II, Francesco Forgione e dal curatore della mostra Sebastiano Tusa, Soprintendente del Mare della Regione Siciliana ed ideatore dell’esposizione. La mostra, allestita presso le Sale Duca di Montalto di Palazzo Reale, sarà aperta fino al 6 marzo 2017.

“Sono onorato – ha detto il Presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone – di organizzare una mostra di caratura internazionale. Questa splendida esposizione è la dimostrazione che possiamo fare turismo senza andare fuori, con quello che abbiamo in Sicilia. Millenni di storia emergono dal mare attraverso l’affascinante lavoro degli archeologi subacquei. È anche un tributo alla memoria di studiosi, come Honor Frost, Gherard Kapitan, Vincenzo Tusa, Luigi Bernabò Brea e Antonino Lamboglia insieme a figure storiche siciliane come Cecè Paladino, i frateli Michelini, Enzo Sole tanti altri”.

“Ogni momento di circa 3500 anni di storia della Sicilia – ha detto Sebastiano Tusa, soprintendente del Mare – è documentata attraverso reperti di provenienza marina che spaziano dalla statuaria ai complementi di navigazione, dalle suppellettili da mensa in metallo prezioso ai poderosi strumenti da guerra come i rostri navali in bronzo della battaglia delle Egadi, del 241 a.C. che sancì l’epilogo della I Guerra Punica originando l’inizio del dominio romano nel Mediterraneo. Voglio sottolineare che è una mostra ideata da noi in Sicilia e poi esportata in giro per l’Europa dai musei che l’hanno voluta finanziare”.

“Come disse Fernando Braudel – ha detto Francesco Forgione, direttore generale della Fondazione Federico II – il Mediterraneo è un’immensa spugna che si è lentamente imbevuta di ogni conoscenza. Credo che questa frase descriva perfettamente questa esposizione che nasce dalla voglia e dal bisogno di raccontare i tanti viaggi interrotti dalle tempeste della natura o da quelle degli uomini. A noi è toccato solo il compito di offrire al pubblico i capolavori scoperti da chi non ha voluto che la memoria di quei viaggi rimanesse abbandonata nei fondali marini”

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“La sinergia tra assessorato ai Beni Culturali, Soprintendenza del Mare e Fondazione Federico II ci consente oggi di esporre questa mostra, – ha detto l’assessore Carlo Vermiglio – che rappresenta un vanto per la Sicilia. È stata ammirata ad Amsterdam e Oxford e passa da Palermo per tornare poi in Nord Europa.”.

La mostra nasce dalla collaborazione tra i direttori dei musei che l’hanno precedentemente ospitata e con i quali si è dato vita al Consorzio COBBRA, acronimo che indica i 5 musei a partire dall’Allard Pierson di Amsterdam e Ashmolean di Oxford, e di quelli che l’ospiteranno in futuro, la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen e il Landesmuseum di Bonn. L’esposizione è dedicata alle testimonianze storico-archeologiche subacquee provenienti dai fondali siciliani dalla preistoria fino alle epoche più recenti con il proposito di promuovere e valorizzare il patrimonio storico archeologico subacqueo recuperato in Sicilia. Un enorme patrimonio, fino ad oggi, solo parzialmente fruibile nei diversi musei di pertinenza del territorio siciliano.

La mostra, già ospitata ad Amsterdam e Oxford, ripercorrerà 2.500 anni di storia della Sicilia fino al XVI secolo, sottolineando l’intenso lavoro degli archeologi subacquei e i nuovi mezzi di indagine e di recupero in alto fondale grazie all’avvento delle nuove tecnologie.

Divisa in sette sezioni, mette insieme reperti e pannelli relativi alla storia della Sicilia attraverso i suoi reperti subacquei che illustrano le ultime scoperte della Soprintendenza del Marre, e anche quelle più antiche dei primordi dell’archeologia subacquea siciliana (Frost, Kaptain, etc.) con filmati storici, video-installazioni, ricostruzioni virtuali dei siti e relitti, l’edizione completa di un catalogo illustrato della mostra e dei reperti in lingua italiana ed inglese.

Doveroso sottolineare come la maggior parte dei reperti non sia mai stato esposto in Sicilia; un aspetto questo che renderà la mostra “Mirabilia Maris” unica nel suo genere.

 

 

 

 

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